Safed (Tsfat) – La città  della Kabbalah

Safed (Tsfat) la città  cabalistica per eccellenza.

La kabbalah non è nata in questo paesino ma qui oggi giorno trova la sua massima espressione in questa piccola comunità .

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Una visita alla città  di Safed, con la sue magnifiche montagne e l’aria fresca e trasparente, è davvero una paradisiaca esperienza. L’antica città  di Galilea è anche la più alta in Israele, e regala la spettacolare veduta di tutta la regione, che in inverno si colora con il verde delle montagne e la bianca vetta innevata del Monte Hermon. Safed è una città  pittoresca, avvolta dal misticismo e dal mistero, soffusa da un sacra atmosfera, dimora di spiriti contemplativi e artisti. I visitatori percepiscono il caldo abbraccio della città  passeggiando tra le sue mura, accanto alle case di pietra, dove hanno sede le botteghe degli artisti. E una delle città  sante di Israele, fin dal 1600, quando divenne il centro della Kabbalah, la parte mistica dell’Ebraismo, dove i mistici cabalisti vivevano, studiavano, pensavano e scrivevano, e le loro tombe sono tuttora oggetto di venerazione.

Tra le antiche e pittoresche strade del quartiere ebraico si trovano nicchie nascoste, e sinagoghe dove la ricchezza del passato traspare dagli alti soffitti, dalle decorazioni, dagli antichi rotoli della Torah.

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Il quartiere degli artisti si trova in quella che un tempo era la parte araba della città , dove essi vivono e lavorano in antiche e magnifiche abitazioni, e le loro opere, esposte alle finestre, possono essere ammirate passeggiando lungo le strette strade del quartiere.

Safed èanche sede di un’emozionante museo storico che ne racconta la storia, di lussuosi hotels che conservano tutt’oggi il loro antico aspetto, e di un’enorme fortezza dei Crociati, ed ospita numerosi festival ricchi di colori e sensazioni.

Visitare Safed, con i suoi tralci di vite che abbracciano i pergolati delle case di pietra, i cancelli di ferro decorati, lo splendido panorama visibile da ogni terrazza, i serpeggianti vicoli di arenaria, è come ritrovarsi a passeggiare in un’opera d’arte: una città  di artisti e di rabbini, di storia e di tradizione.

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